lunedì 27 dicembre 2010

La saggezza di Confucio

Confucius


Ovunque tu vada ci sei già


Solo il più saggio e il più stupido non possono cambiare.


Scegli un lavoro che ami e non dovrai lavorare nemmeno un giorno in vita tua.


Amare una cosa significa volerla vivere.


Ricambia l'offesa con la giustizia e la gentilezza con la gentilezza.

giovedì 16 dicembre 2010

mercoledì 15 dicembre 2010

Tu hai una malattia mortale chiamata morte

Socrate
Socrate



Tu hai una malattia mortale: è chiamata morte.
Pochi anni in più o in meno prima che tu venga spazzato via fanno poca differenza.


Sii felice oggi, senza ragione, o non sarai mai più felice.
Socrate

lunedì 13 dicembre 2010

sabato 11 dicembre 2010

Gaio Valerio Catullo



Catullo


Ciò che una donna dice a un amante,
scrivilo nel vento, o nell'acqua che va rapida.

Ma ciò che dice una donna all'amante appassionato,
scrivilo nel vento e nell'acqua che va  rapida.

Decimo Giunio Giovenale

  • Spesso si è indulgenti nei confronti dei corvi
       e si condannano le colombe.

  •  Tutti desiderano possedere la conoscenza
        ma relativamente pochi sono disposti a pagarne il prezzo.

mercoledì 8 dicembre 2010

Pericle, discorso agli Ateniesi

Pericle
Pericle
Qui ad Atene noi facciamo così.

Qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: e per questo viene chiamato democrazia.

Qui ad Atene noi facciamo così.

Le leggi qui assicurano una giustizia eguale per tutti nelle loro dispute private, ma noi non ignoriamo mai i meriti dell’eccellenza.

Quando un cittadino si distingue, allora esso sarà, a preferenza di altri, chiamato a servire lo Stato, ma non come un atto di privilegio, come una ricompensa al merito, e la povertà non costituisce un impedimento.

Qui ad Atene noi facciamo così.

La libertà di cui godiamo si estende anche alla vita quotidiana; noi non siamo sospettosi l’uno dell’altro e non infastidiamo mai il nostro prossimo se al nostro prossimo piace vivere a modo suo.
Noi siamo liberi, liberi di vivere proprio come ci piace e tuttavia siamo sempre pronti a fronteggiare qualsiasi pericolo.

Un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari quando attende alle proprie faccende private, ma soprattutto non si occupa dei pubblici affari per risolvere le sue questioni private.

Qui ad Atene noi facciamo così.

Ci è stato insegnato di rispettare i magistrati, e ci è stato insegnato anche di rispettare le leggi e di non dimenticare mai che dobbiamo proteggere coloro che ricevono offesa.

E ci è stato anche insegnato di rispettare quelle leggi non scritte che risiedono nell’universale sentimento di ciò che è giusto e di ciò che è buon senso.

Qui ad Atene noi facciamo così.

Un uomo che non si interessa allo Stato noi non lo consideriamo innocuo, ma inutile; e benchè in pochi siano in grado di dare vita ad una politica, beh tutti qui ad Atene siamo in grado di giudicarla.

Noi non consideriamo la discussione come un ostacolo sulla via della democrazia.
Noi crediamo che la felicità sia il frutto della libertà, ma la libertà sia solo il frutto del valore.

Insomma, io proclamo che Atene è la scuola dell’Ellade e che ogni ateniese cresce sviluppando in sé una felice versalità, la fiducia in se stesso, la prontezza a fronteggiare qualsiasi situazione ed è per questo che la nostra città è aperta al mondo e noi non cacciamo mai uno straniero.

Qui ad Atene noi facciamo così.

Μολὼν λαβέ

Μολὼν λαβέ , cioè venite a prenderle.
Queste le parole che il  re di Sparta, Leonida rivolse a Serse allorquando quest'ultimo gli impose di deporre le armi
Siamo alle Termopili e gli eroici 300 opliti Spartani suggellavano l'atto di eroismo più grande della storia.

sabato 4 dicembre 2010

Lorenzo il Magnifico

Quant’è bella giovinezza,
che si fugge tuttavia!
chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.

       Quest’è Bacco ed Arïanna,
belli, e l’un dell’altro ardenti:
perché ’l tempo fugge e inganna,
sempre insieme stan contenti.
Queste ninfe ed altre genti
sono allegre tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.

        Questi lieti satiretti,
delle ninfe innamorati,
per caverne e per boschetti
han lor posto cento agguati;
or da Bacco riscaldati
ballon, salton tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia
di doman non c’è certezza.

        Queste ninfe anche hanno caro
da lor essere ingannate:
non può fare a Amor riparo,
se non gente rozze e ingrate:
ora insieme mescolate
suonon, canton tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.

        Questa soma, che vien drieto
sopra l’asino, è Sileno:
così vecchio è ebbro e lieto,
già di carne e d’anni pieno;
se non può star ritto, almeno
ride e gode tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.

        Mida vien drieto a costoro:
ciò che tocca oro diventa.
E che giova aver tesoro,
s’altri poi non si contenta?
Che dolcezza vuoi che senta
chi ha sete tuttavia?
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.

        Ciascun apra ben gli orecchi,
di doman nessun si paschi;
oggi siam, giovani e vecchi,
lieti ognun, femmine e maschi;
ogni tristo pensier caschi:
facciam festa tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.

        Donne e giovinetti amanti,
viva Bacco e viva Amore!
Ciascun suoni, balli e canti!
Arda di dolcezza il core!
Non fatica, non dolore!
Ciò c’ha a esser, convien sia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza

Appunti di filosofia: Pico della Mirandola

pico della mirandola

"Non ti ho fatto né celeste né terreno, né mortale né immortale, perché di te stesso quasi libero e sovrano artefice ti plasmassi e ti scolpissi nella forma che avresti prescelto. Tu potrai degenerare nelle cose inferiori che sono i bruti; tu potrai, secondo il tuo volere, rigenerarti nelle cose superiori che sono divine.

" Pico della Mirandola (1463 - 1494)


Giovanni Pico della Mirandola fu uno delle figure più rappresentative e conosciute del suo tempo.

Un' incredibile memoria


La sua fama universale deriva dalle leggende circa la sua incredibile memoria. Si tramanda, infatti che Pico della Mirandola fosse capace di leggere e di imparare a memoria libri interi e cge sapesse recitare la Divina Commedia dall'ultima pagimna alla prima.

pico della mirandola


La biografia


Al di là di questi aspetti, Pico della Mirandola era un genio assoluto della sua epoca.
Figlio del Signore di Mirandola e conte della Concordia, ben prestò rivelò le sue geniali doti. Studia diritto canonico che all'età di 14 anni abbandona per dedicarsi alla filosofia e allo studio delle lingue.
La sua carriera è fulminea. Egli passa da Bologna a Ferrara, fino a Padova e Parigi e infine a Fienze.

A Firenze Pico della Mirandola conobbe angelo Poliziano e Girolamo Benivieni.
Ben presto egli si appassionò alle tesi neoplatoniche di Marsilio Ficino. La sua vasta preparazione e le sue conoscenze in ambiti vari  lo portarono però su strade diverse.
Pico, infatti si avvicinò all'aristotelismo, alle tesi dei filosofi medievali e allo studio dell scritture sacre che apprese avendo studiato e imparato la lingua ebraica.

Pico delle Mirandola cominciò a lavorare a un'immensa opera le 900 tesi che avrebbe voluto discutere a Roma dove si doveva tenere un congresso filosofico aperto alle maggiori menti del periodo. Il congresso non si tenne più, ma lcune delle tesi di Pico furono ritenute eretiche.

Il filosofo cercò di difendersi confutando le accuse in un'Apologia che non gli evitarono una condanna. Pico fuggì in Francia dove per un breve periodo fu incarcerato nel castello di Vincennes.

I buoni uffici dei potenti dell'epoca a partire dai Medici lo salvarono.

Egli fece ritorno a Firenze dove continuò i suoi studi. Pico della Mirandola mise insieme varie tesi filosofiche e cercò i legami con la Cabala avvicinandola a tesi cristiane. E' proprio questo il lavoro principale di Pico della Mirandola.

La volontà di cercare un filo conduttore comune fra ebraismo, cattolicesimo e maggiori correnti filosofiche platonismo e aristotelismo in primis.

La sua opera venne interrota dalla sua precoce morte che avvene nel 1494 quando Pico della
Mirandola aveva solo 31 anni.

Le tesi filosofiche principali


Il passaggio di apertura del post illustra in breve quella che è una delle tesi filosofiche più importanti e pregnanti del filosofo. Secondo il Pico della Mirandola l'uomo ha una natura del tutto indeterminata  del tutto estranea a qualsiasi ente naturale. L'uomo può attraverso il libero arbitrio diventare un camaleonte, trasformarsi fino a raggiungere forme più alte di perfezione e felicità.