martedì 10 marzo 2026

Come è morto Rasputin, il monaco santone?

Come è morto Rasputin: il misterioso assassinio del monaco che terrorizzò la Russia

Il monaco Rasputin


La notte tra il 16 e il 17 dicembre 1916, a San Pietroburgo, si consumò uno degli assassinii più celebri e inquietanti della storia europea. La vittima era Grigorij Efimovič Rasputin, il mistico siberiano che negli ultimi anni dell’Impero russo aveva conquistato un'influenza straordinaria sulla famiglia imperiale. Per alcuni era un santo, un guaritore capace di salvare il giovane erede al trono. Per altri era un impostore pericoloso, un uomo corrotto che stava trascinando la Russia verso il disastro.

La sua morte non fu il risultato di un semplice delitto. Fu un complotto politico organizzato da membri dell’aristocrazia russa che vedevano in Rasputin una minaccia per il futuro dello Stato. Ma ciò che rende questa vicenda così famosa è la serie di eventi incredibili che accompagnarono il suo assassinio: veleno che non funziona, colpi di pistola, tentativi di fuga nella neve e un corpo che riemerge dalle acque gelide della Neva.

Capire come morì Rasputin significa entrare nel clima di tensione, paura e decadimento che precedette la caduta della dinastia dei Romanov. Il suo assassinio fu infatti uno degli ultimi atti disperati dell’aristocrazia russa per salvare un impero che stava ormai crollando.


Chi era Rasputin

Rasputin nacque nel 1869 nel piccolo villaggio siberiano di Pokrovskoe. Proveniva da una famiglia di contadini e non ricevette una vera educazione formale. Fin da giovane però sviluppò una forte inclinazione religiosa e una personalità carismatica che attirava l’attenzione delle persone.

Negli anni successivi iniziò a viaggiare come mistico e predicatore. La sua fama crebbe rapidamente e raggiunse infine San Pietroburgo, dove entrò in contatto con ambienti religiosi e aristocratici. Fu in questo contesto che venne presentato alla famiglia imperiale.

L’erede al trono, lo zarevic Alessio, soffriva di emofilia, una malattia che rendeva anche le ferite più piccole potenzialmente mortali. Rasputin sembrò in più occasioni alleviare le crisi del giovane principe, probabilmente grazie alla sua capacità di calmare la madre, l’imperatrice Alessandra, e ridurre lo stress del bambino.

Questo episodio cambiò tutto. L’imperatrice iniziò a fidarsi profondamente di Rasputin e lo considerò un uomo mandato da Dio per proteggere suo figlio. Da quel momento il mistico acquisì una grande influenza sulla corte imperiale.

Un uomo odiato dall’aristocrazia

La crescente influenza di Rasputin suscitò presto scandalo e ostilità. Molti aristocratici e politici russi lo vedevano come un impostore pericoloso che manipolava la famiglia imperiale. Le sue abitudini di vita, spesso descritte come dissolute, alimentarono ulteriormente le polemiche.

Durante la Prima guerra mondiale la situazione diventò ancora più critica. Lo zar Nicola II era al fronte con l’esercito e l’imperatrice Alessandra governava a San Pietroburgo. Poiché la zarina ascoltava spesso i consigli di Rasputin, molti iniziarono a temere che il destino della Russia fosse nelle mani di un mistico senza alcuna competenza politica.

Per alcuni membri dell’aristocrazia la conclusione era inevitabile: Rasputin doveva essere eliminato.

Il complotto contro Rasputin

Il piano per assassinare Rasputin fu organizzato da un gruppo di nobili guidati dal principe Felix Yusupov, uno degli uomini più ricchi dell’Impero russo. Tra i partecipanti al complotto vi erano anche il granduca Dmitrij Pavlovič e il politico Vladimir Puriškevič.

La notte del 16 dicembre 1916 Rasputin fu invitato al palazzo dei Yusupov con il pretesto di incontrare la moglie del principe. In realtà si trattava di una trappola accuratamente preparata.

Secondo il racconto più famoso, a Rasputin furono offerti dolci e vino contenenti cianuro. I congiurati si aspettavano che il veleno lo uccidesse rapidamente. Tuttavia accadde qualcosa di inatteso: Rasputin continuò a mangiare e bere senza mostrare alcun segno di avvelenamento.

Questo episodio, diventato leggendario, contribuì a creare l’immagine quasi soprannaturale del personaggio.

I colpi di pistola

Quando il veleno sembrò non avere effetto, Felix Yusupov decise di agire direttamente. Prese una pistola e sparò a Rasputin a bruciapelo. Il mistico cadde a terra e i congiurati credettero che fosse morto.

Poco dopo però avvenne una scena che entrò nella leggenda. Rasputin si rialzò improvvisamente e tentò di fuggire nel cortile del palazzo. Yusupov e gli altri congiurati lo inseguirono nella neve.

Fu allora che Rasputin venne colpito da altri proiettili. Questa volta cadde definitivamente a terra.

Il corpo nella Neva

Per evitare che il delitto fosse scoperto, i congiurati decisero di sbarazzarsi del corpo. Il cadavere di Rasputin venne avvolto e trasportato fino al fiume Neva, dove fu gettato nelle acque ghiacciate.

Quando il corpo venne recuperato alcuni giorni dopo, l’autopsia rivelò che Rasputin era morto a causa dei colpi di pistola. Il veleno probabilmente non aveva avuto effetto oppure non era stato utilizzato nella quantità prevista.

La leggenda secondo cui Rasputin sarebbe morto annegato nacque successivamente, alimentando ulteriormente il mito di un uomo quasi impossibile da uccidere.

Le conseguenze dell’assassinio

I congiurati speravano che eliminare Rasputin avrebbe salvato la monarchia russa. Pensavano che senza la sua influenza la corte imperiale avrebbe recuperato credibilità e autorità.

Accadde esattamente il contrario. Lo zar Nicola II reagì con indignazione e punì i responsabili del complotto. Ma il danno politico era ormai fatto.

Solo pochi mesi dopo, nel 1917, la Russia fu travolta dalla Rivoluzione. La dinastia dei Romanov cadde e l’impero che aveva governato il paese per secoli scomparve.

Il mito di Rasputin

La morte di Rasputin contribuì a trasformarlo in una figura quasi leggendaria. I racconti sulla sua vita e sul suo assassinio vennero amplificati nel corso degli anni da libri, film e racconti popolari.

Ancora oggi Rasputin è uno dei personaggi più enigmatici della storia europea: un contadino siberiano che riuscì a entrare nel cuore della corte imperiale e a diventare una delle figure più influenti dell’ultimo periodo dello zarismo.

La sua fine violenta, circondata da elementi quasi teatrali, resta uno degli episodi più drammatici e simbolici della fine dell’Impero russo.


Domande frequenti su Rasputin

Come è morto Rasputin?

Rasputin fu assassinato nel dicembre 1916 da un gruppo di aristocratici russi guidati dal principe Felix Yusupov.

Rasputin fu davvero avvelenato?

Secondo alcune testimonianze gli fu somministrato cianuro, ma l’autopsia indicò che morì principalmente per i colpi di pistola.

Perché Rasputin era così influente?

La famiglia imperiale russa credeva che Rasputin fosse in grado di alleviare la malattia dello zarevic Alessio, il figlio dello zar Nicola II.


Antonio Grillo è storico e divulgatore. Sul progetto Napoleone.info sviluppa contenuti dedicati alla storia napoleonica e alla storia europea.

 Progetto Napoleone

Questo studio fa parte del progetto Napoleone , progetto di divulgazione avanzata che unisce rigore delle fonti e narrazione accessibile. Sul canale YouTube collegato analizzo battaglie e protagonisti con mappe e documenti originali. L’obiettivo è costruire uno spazio italiano di riferimento non solo per la ricerca napoleonica , aperto a studiosi e appassionati. Di questo progetto fanno parte anche il blog Napoleone1769 e il gruppo di appassionati Napoleon l'Empereur Antonio Grillo – Napoleon Historian

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