Come è morto Rasputin: il misterioso assassinio del monaco che terrorizzò la Russia
La notte tra il 16 e il 17 dicembre 1916, a San Pietroburgo, si consumò uno degli assassinii più celebri e inquietanti della storia europea. La vittima era Grigorij Efimovič Rasputin, il mistico siberiano che negli ultimi anni dell’Impero russo aveva conquistato un'influenza straordinaria sulla famiglia imperiale. Per alcuni era un santo, un guaritore capace di salvare il giovane erede al trono. Per altri era un impostore pericoloso, un uomo corrotto che stava trascinando la Russia verso il disastro.
La sua morte non fu il risultato di un semplice delitto. Fu un complotto politico organizzato da membri dell’aristocrazia russa che vedevano in Rasputin una minaccia per il futuro dello Stato. Ma ciò che rende questa vicenda così famosa è la serie di eventi incredibili che accompagnarono il suo assassinio: veleno che non funziona, colpi di pistola, tentativi di fuga nella neve e un corpo che riemerge dalle acque gelide della Neva.
Capire come morì Rasputin significa entrare nel clima di tensione, paura e decadimento che precedette la caduta della dinastia dei Romanov. Il suo assassinio fu infatti uno degli ultimi atti disperati dell’aristocrazia russa per salvare un impero che stava ormai crollando.

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