Francis Scott Fitzgerald e Il Grande Gatsby
«E così andiamo avanti, barche contro la corrente, incessantemente trascinati verso il passato.» Questa celebre frase che chiude Il Grande Gatsby riassume meglio di qualunque altra il senso profondo dell’opera di Francis Scott Fitzgerald.
Scrittore dalla prosa incomparabile, Fitzgerald fu uno dei maggiori interpreti dell’America del primo Novecento e il testimone più lucido di un’epoca: quella che seguì la Prima guerra mondiale e che prese il nome di era del jazz.
Un colosso della letteratura americana
Francis Scott Fitzgerald fu una personalità complessa e contraddittoria: autore di straordinario talento, ma anche uomo segnato da eccessi, depressione e alcolismo.
La sua vita seguì la parabola della sua epoca:
- il successo improvviso
- la vita mondana e scandalosa
- il crollo economico del 1929
- la lenta decadenza personale
Un percorso che si riflette direttamente nei suoi romanzi.
La vita e la formazione
Fitzgerald nacque il 24 settembre 1896 a St. Paul, nel Minnesota.
Il padre, proprietario di una piccola azienda di mobili, fallì presto; la madre, Mary McQuillan, proveniva invece da una famiglia benestante. Dopo nuovi insuccessi lavorativi del padre, la famiglia tornò stabilmente a St. Paul, vivendo grazie al patrimonio materno.
Il talento di Scott si manifestò precocemente:
- scrisse per il giornalino scolastico
- frequentò la prestigiosa Newman School
- si iscrisse poi a Princeton
A Princeton visse anni felici, scrivendo articoli, racconti e testi per i musical del Triangle Club.
La Prima guerra mondiale
Nel 1917 Fitzgerald abbandonò gli studi e si arruolò nell’esercito degli Stati Uniti. Temendo di morire senza aver realizzato i suoi sogni letterari, scrisse in fretta un romanzo intitolato The Romantic Egotist.
Il manoscritto fu rifiutato dall’editore, ma il talento fu notato e incoraggiato.
La guerra terminò prima che Fitzgerald fosse inviato al fronte. Dopo il congedo si trasferì a New York, nel tentativo di guadagnare abbastanza per sposare Zelda Sayre.
Il primo grande successo
Tornato a St. Paul, riscrisse il suo romanzo, che divenne:
Al di qua del paradiso (This Side of Paradise, 1920)
Il libro ebbe un successo immediato e trasformò Fitzgerald, a soli 24 anni, in una celebrità nazionale.
Il romanzo racconta le ambizioni, gli amori e le illusioni di una generazione uscita dalla guerra.
L’era del jazz
Negli anni Venti Fitzgerald divenne il cantore ufficiale dell’era del jazz, un periodo segnato da:
- ricchezza improvvisa
- feste, eccessi, mondanità
- illusione di felicità permanente
Ma sotto questa superficie scintillante si nascondevano vuoto, solitudine e disillusione.
Il Grande Gatsby
Nel 1925 pubblicò il suo capolavoro:
Il Grande Gatsby
Il romanzo racconta il sogno americano e la sua rovina attraverso la figura di Jay Gatsby, uomo che tenta invano di ricostruire il passato.
È una delle opere più studiate della letteratura mondiale per i suoi temi:
- illusione
- memoria
- tempo
- fallimento del sogno americano
La decadenza finale
Dopo il crollo di Wall Street del 1929, la vita di Fitzgerald entrò in una fase di lento declino:
- difficoltà economiche
- alcolismo
- malattia mentale di Zelda
Morì prematuramente nel 1940, a soli 44 anni, convinto di essere ormai dimenticato.
La sua gloria arrivò pienamente solo dopo la morte.
Fitzgerald è oggi uno degli autori più studiati:
- nei corsi di letteratura inglese
- per l’analisi dell’
- per lo studio del sogno americano
- per l’interpretazione de Il Grande Gatsby
La sua opera mostra come un’intera civiltà possa brillare e poi spegnersi nel giro di pochi anni.
Articolo a cura di Antonio Grillo – Historia Per altre biografie di grandi scrittori, visita il blog Historia.
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